Chef Rosaria 250hChef Rosaria 250hChef Rosaria 250hChef Rosaria 250h
  • Chef Rosaria
  • Magazine
RESORT COSTA HOUSE
✕

La cultura di Lampedusa, cosa vedere oltre allo splendido mare

Marzo 9, 2022

Lampedusa cosa vedere sull’isola oltre il mare

La bellezza dell’isola di Lampedusa, gioiello dell’arcipelago delle isole Pelagie, non si nasconde solamente tra le meravigliose acque cristalline che la circondano. Lampedusa è molto di più: è tradizione, è cultura, è storia. Se l’isola non è soltanto mare e bellezze marine, la domanda sorge spontanea: Lampedusa cosa vedere?

L’isola di Lampedusa offre molto più di quel che si pensi, la tradizione, la storia e la cultura di quest’isola si celano nelle pietre dei Dammusi, nel Santuario della Madonna di Porto Salvo, nella Porta d’Europa, nell’Archivio Storico e nel Museo archeologico delle isole Pelagie, ma anche nella tradizione culinaria lampedusana.

Nonostante sia una piccola isola al centro del mar Mediterraneo, Lampedusa è sempre stata nei secoli un punto d’appoggio per numerosi popoli, per tanti altri diventò poi una casa e molti di loro lasciarono un pezzetto della loro cultura sull’isola, mescolandosi poi con la cultura e le tradizioni lampedusane.

Ma dove ha inizio la storia di Lampedusa? Bisogna andare indietro nel tempo, al periodo in cui il mediterraneo era la culla della cultura.

Storia dell’isola di Lampedusa

La storia dell’isola di Lampedusa affonda le sue radici in tempi antichi, fin dall’era di Greci, Fenici, Romani e Arabi, tutti popoli che si fermarono sull’isola per più o meno tempo. I romani, ad esempio, scelsero l’isola per costruire uno stabilimento per la lavorazione del pesce e del garum, una salsa a base di pesce molto utilizzata in epoca imperiale. I pirati saraceni, invece, scelsero l’isola come luogo di riposo tra una scorribanda e l’altra, probabilmente per via della sua posizione strategica al centro del mar Mediterraneo.

Per tanti anni poi l’isola rimase disabitata, finché nel 1630 Giulio Tomasi non rivendico l’isola e venne insignito dal Re di Spagna del titolo nobiliare di Principe di Lampedusa e Linosa. Negli anni a venire l’isola di Lampedusa fece gola a tantissime popolazioni: ai Maltesi che insediarono una colonia, agli inglesi che tentarono di sottrargliela, ai francesi e perfino ad un principe russo, Grigori Alexandrovich Potemkin, che tentò di acquistare l’isola per donarla alla zarina e potervi insediare i suoi sudditi.

Dopo diversi anni, l’isola rientro in possesso della famiglia del Principe Tomasi di Lampedusa, che avrebbe voluto ripopolare e rendere florida l’isola delle Pelagie. Nel corso dell’800, però, il Re Ferdinando II di Borbone acquistò l’isola dai Principi Tomasi ed incaricò uno dei sui fidati cavalieri, Bernardo Savinsente, di colonizzare l’arcipelago delle Pelagie, più precisamente Lampedusa e Linosa, portando con sé coloni provenienti da ogni punto della Sicilia affinché si stanziassero definitivamente sull’isola. I famosi Dammusi che potete ammirare nella bellissima Lampedusa, ad esempio, sono opera dei pochi coloni portati da Pantelleria, che costruirono sull’isola le case tipiche della loro isola.

Successivamente, nel 1861 in seguito all’Unità d’Italia, anche Lampedusa entrò a far parte del Regno d’Italia. Com’è che si dice? Il resto è storia.

Cosa c’è oltre il mare?

Anche se l’isola di Lampedusa è conosciuta prevalentemente come meta turistica balneare, grazie alle turchesi acque del mediterraneo che bagnano le spiagge, c’è molto di più oltre il mare.

Per chi volesse conoscere in maniera più approfondita la storia dell’isola ed il suo passato, l’Archivio storico ed il Museo archeologico delle Isole Pelagie sono i posti da cui iniziare. L’archivio Storico di Lampedusa, ad esempio, è una realtà no-profit che si impegna da anni al recupero e alla valorizzazione di tutto il patrimonio culturale, storico ed archeologico dell’isola.

Cos’altro? Una visita a Casa Teresa, ad esempio, che è uno dei dammusi più antichi presenti sull’isola, vi farà scoprire di più sulle antiche abitazioni di Lampedusa. Una visita all’opera d’arte più importante dell’isola di Lampedusa, costruita come simbolo di memoria, di accoglienza e di tolleranza: la Porta d’Europa, una vera e propria finestra verso il continente africano.

Non dimenticate che anche la cucina può raccontare storia, tradizione e cultura di un popolo e la cucina lampedusana non è da meno: piatti come il cous-cous di pesce, ad esempio, sono la testimonianza della cucina del popolo arabo del Maghreb ed un simbolo di una cultura che abbraccia un’altra. Gran parte della cucina lampedusana, inoltre, è basata su ricette antiche che nel corso degli anni sono state tramandate dai nonni, dai genitori, che vengono valorizzate, esaltate ed impreziosite anche dalla Chef Rosaria di Maggio.

Articoli correlati

Nero di seppia

Nero di seppia

Gennaio 25, 2023

Macchia d’inchiostro: il nero di seppia


Leggi di più...
mise en place

mise en place

Gennaio 18, 2023

Mise en place: cos’è, cosa non deve mancare e gli stili


Leggi di più...
Limone

Limone

Gennaio 11, 2023

Materie prime: il limone


Leggi di più...
zuppe invernali

zuppe invernali

Gennaio 4, 2023

Calde zuppe invernali contro il freddo


Leggi di più...

Resort Costa House, l'Agriturismo più a sud d'Europa.
Cell.: +39 338 2865656 eMail: info@costahouse.it

 © 2023 Chef Rosaria Di Maggio | All Rights Reserved | EVOLUTI