Materie prime: il pesce azzurro

pesce azzurro
Il pesce non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole in quanto è un alimento prezioso a livello nutrizionale, altamente digeribile e che possiede parecchie proprietà benefiche per il nostro organismo.
Fra tutte le specie di pesce che popolano il Mar Mediterraneo, il pesce azzurro ha un valore aggiunto in quanto, con la sua elevata componente di grassi polinsaturi, svolge un’azione protettiva per l’organismo ed è ricco di omega 3.
Cosa si intende per pesce azzurro?
Il pesce azzurro viene definito così proprio per alcune caratteristiche del dorso, tendente al blu-verde e alla colorazione argentata del ventre.
Quella del pesce azzurro non è una definizione scientifica, bensì è stata attribuita in ambito commerciale e culinario per indicare dei pesci di piccola taglia, con varie forme e colori che venendo pescati in grande quantità mantengono un prezzo ridotto. Dal punto di vista biologico, invece, i pesci azzurri appartengono a una specie che presenta carni grasse e ricche di oli.
Quali sono i pesci azzurri ricchi di Omega 3?
I pesci più comuni nel Mediterraneo sono proprio i pesci azzurri: la sardina, l’aringa, l’alice o acciuga, lo sgombro, l’aguglia, il merluzzo, l’alaccia, palamita, il pesce spada, il tonno, la spatola e la lampuga. Ognuno di questi pesci azzurri è ricco di benefici per l’organismo.
La più importante proprietà dei pesci azzurri riguarda l’abbondante presenza di omega 3, ritenuti i grassi che contribuiscono allo sviluppo nervoso e oculare dei bambini nel grembo materno e che proteggono cuore, vasi sanguigni e cervello negli adulti. L’omega 3, inoltre, riesce a fluidificare il sangue in modo da evitare il rischio di trombi e coaguli.
Come dicevamo, la principale qualità dei pesci azzurri è che sono ricchi di acidi grassi: gli omega 3, i quali apportano molteplici vantaggi a chi li ingerisce, riducono i trigliceridi nel sangue e aiutano nella prevenzione di ictus e attacchi di cuore proprio perché ricchi di “colesterolo buono”.
Il pesce azzurro è anche ricchissimo di iodio, che contribuisce al buon funzionamento della tiroide. Questi tipi di pesci azzurri sono anche ricchi di vitamina D, che favorisce lo sviluppo e il mantenimento delle ossa.
Proprio per tutti i vantaggi che apporta mangiare il pesce azzurro di piccole dimensioni – aringhe, alici, sarde e sardine – viene consigliato dagli esperti di consumarlo almeno 2/3 volte a settimana, mentre bisogna limitare l’uso di pesci azzurri di grandi dimensioni come tonno, pesce spada e grosse lecce, perché c’è la possibilità che accumulino nelle loro carni il mercurio nocivo per l’organismo umano.
Il pesce azzurro in cucina
Tutte le specie di pesci azzurri si prestano ad essere cucinati in piatti gustosi sia semplici che complessi mantenendo il loro gusto saporito e intenso: alla brace, fritto, al cartoccio, al forno, al vapore o in padella. Possono trovarsi in commercio sott’olio come acciughe, sardine e sgombro, freschi o affumicati oppure per una maggiore conservazione messi sotto sale.
In qualsiasi modo il pesce azzurro venga cucinato, la sua peculiarità è che non perde i suoi preziosi omega 3.
Come pulire il pesce azzurro?
Se si vuole conservare il pesce in frigorifero perché non si vuole cucinare subito, è necessario che venga eviscerato affinché si conservi più a lungo. Questa operazione va fatta mediante una forbice con cui si incide il pesce dall’addome alla testa, asportando tutte le interiora dopo di che bisogna lavarlo bene per conservalo pulito e cucinarlo in un secondo momento.
Per sfilettare il pesce è necessario fornirsi di un coltello affilato e per riuscirci agilmente bisogna, scorrendo il coltello tra la lisca e la carne, fare staccare il filetto, mentre con l’ausilio di una pinzetta si potranno rimuovere eventuali spine rimaste nella polpa. Se non si vuole consumare i filetti di pesce subito, basterà lavarli e asciugarli bene prima di riporli in frigorifero in un contenitore ermetico.
I pesci azzurri grandi – come tonno e spada – dopo essere stati puliti e squamati, vengono tagliati in tranci di spessore di circa 2 o 3 centimetri e facilmente utilizzati con ogni tipo di cottura.
Le specie piccole – come sarde, alici, sgombri etc. – sono facili da pulire: basta esercitare una piccola pressione sul ventre, in modo che la pancia si apra, riuscendo a togliere intestino e lische, oppure in alternativa basterà tagliare via la testa tirare leggermente la lisca che trascinerà via anche le interiora.
Dove mangiare il miglior pesce azzurro: Ristorante Costa House
Nella cucina siciliana, i pesci azzurri trovano svariati utilizzi: per esempio, le sarde sono usate per la “pasta con le sarde e il finocchietto selvatico” o fatte a beccafico o a polpettine.
Il pesce azzurro si presta anche alla preparazione in agrodolce tipicamente siciliana, come i vari tipi di caponate di pesce. Da provare pure le alici marinate o “la pasta con l’anciova”. Queste sono solo una minima parte delle svariate preparazioni che la cucina siciliana vi può offrire usando il pesce azzurro come materia prima.
Se vi abbiamo incuriositi e volete provare la bontà del pesce azzurro del nostro mare, scegliete il Ristorante del Resort Costa House, dove la Chef Di Maggio adopera solo materie prime pregiate per la preparazione delle sue prelibatezze, direttamente dal mare alla tavola per deliziare i vostri palati.







