Dolci siciliani: la frutta martorana

frutta martorana
Se vi recate in Sicilia per una vacanza, non potete fare a meno di provare un dolce tipico siciliano, di cui la cucina tipica è immensamente ricca: cannoli, iris, cassate, ma in questo periodo dell’anno non dovete farvi sfuggire di assaggiare la frutta di martorana, dolce che viene prodotto specialmente nel periodo della festività dei morti.
Cos’è la frutta martorana
La frutta martorana è uno dei dolci più antichi e famosi della tradizione dolciaria siciliana. Il nome può trarre in errore, ma non si tratta di vera e propria frutta. Se siete curiosi di sapere cos’è, allora siete nel posto giusto.
Questo è un dolce preparato con un unico ingrediente: la pasta reale, da non confondere con il marzapane. La pasta di mandorle viene preparata con mandorle, zucchero e acqua di fiori d’arancio, al fine di ottenere un composto omogeneo e malleabile, con il quale i maestri pasticceri possono sbizzarrirsi e dare sfogo alla loro creatività.
Perché la frutta martorana si chiama così
Questa prelibatezza porta il nome dalla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio a Palermo, più comunemente conosciuta come Monastero della Martorana, dal nome di Eloisa, sua fondatrice.
Pare che la frutta martorana sia stata creata per la prima volta proprio dalle monache: sembra, infatti, che siano state proprio loro ad avere plasmato le prime sculture con la pasta di mandorla zuccherata e poi colorate con i colori alimentari per renderle più vivaci. Successivamente la pasta di mandorle venne usata con un fine più “profano” e trovò utilizzi diversi anche all’esterno del convento.
Origini e storia della frutta martorana
Le origini di questo dolce sono antichissime, addirittura risalirebbero agli Arabi, i quali furono i primi a tramandare l’usanza di plasmare figure usando la pasta di mandorle.
Il nome di questi simpatici e variopinti dolcetti deriva, invece, come accennato in precedenza, dal monastero benedettino della Martorana (che si affaccia sulla conosciuta Piazza Bellini a Palermo) voluto fortemente da Eloisa Martorana nel 1193, ritenuta poi la madre della frutta martorana preparata dalle suore.
La leggenda della frutta martorana
Si narra che le monache, aspettando la visita del vescovo, decisero di mettersi all’opera per creare dei frutti con cui addobbare gli alberi del giardino, che nel periodo autunnale erano sguarniti di frutti.
Un’altra storia, invece, narrerebbe che le monache benedettine adoperavano la pasta di mandorle per creare figure religiose: angioletti, santi, etc. come passatempo per gli orfanelli che accudivano.
Quando si mangia la frutta di martorana
In Sicilia, vi è l’usanza di preparare un cesto di frutta martorana nel giorno della Festa dei Morti, il 2 novembre, da donare ai bambini che amano riceverla, ma anche prepararla, usando le particolari formine e dando sfogo alla loro fantasia. Un momento da condividere insieme alle mamme e alle nonne più creative, che si riuniscono per prepararla in casa e per stupire grandi e piccini con le loro opere d’arte.
Nel periodo autunnale questi dolci, inizialmente a forma di frutta e oggi anche a forma di ortaggi, pesciolini, panini e tanto altro, riempiono le vetrine delle pasticcerie con i loro colori vivaci.
Usi e preparazione della frutta martorana in cucina
Preparare la frutta di martorana è piuttosto semplice, prima di tutto deve essere preparata la pasta di mandorle con i suoi 3 ingredienti: farina di mandorle, zucchero e acqua ai fiori d’arancio. È necessario ottenere un composto malleabile, da poter lavorare facilmente e che non si incolli alle mani quando si deve maneggiare per dargli forma: i più abili potranno farlo a mano libera, mentre gli altri potranno adoperare le formine che si possono reperire in commercio.
Per evitare che l’impasto si attacchi alla formina, il rimedio della “nonna” ci insegna che è necessario frapporre tra l’impasto e la formina uno strato di pellicola trasparente, in modo tale che la pasta di mandorle si stacchi facilmente e senza rompersi.
Un volta che sono realizzate tutte le formine, bisognerà lasciarle riposare 24 ore prima di procedere a dipingerle con i colori alimentari e poter dare sfogo a tutta la vostra creatività. Dopo che anche il colore si sarà asciugato, potrete abbellire la vostra frutta di martorana con i rametti, i piccioli o le foglioline, per rendere la vostra frutta di mandorle ancora più realistica.
Una volta finita la preparazione, potrete gustare la frutta di martorana o come dessert oppure per abbellire la tavola. Inoltre, se mangiata con parsimonia, la frutta martorana vi darà ottime proprietà energetiche e nutrizionali, grazie alla presenza delle mandorle.
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